Archive for settembre, 2017

25 settembre 2017

Nido del Lotto Zero, tutta l’amarezza di una sconfitta

Finisce nella maniera più prevedibile la triste storia dell’asilo nido del Lotto Zero di Ponticelli, un progetto importante, sviluppatosi in una periferia troppo spesso vittima di stereotipi e facili semplificazioni, realizzato e finanziato negli ultimi anni con i fondi del c.d. Piano di Azione e Coesione, e andato avanti con efficacia, dimostrando che un modello serio e moderno di scuola è possibile anche qui, se c’è la volontà e la determinazione per portarlo avanti.

Bene, questa volontà, è oggi evidente, non c’è. Negli scorsi giorni, dopo aver partecipato ad alcuni incontri con i consiglieri e la Commissione scuola della Municipalità, ed esserci confrontate con l’assessore alla scuola del comune di Napoli, abbiamo preso definitivamente atto dello scenario desolante: il progetto per una nuova annualità del nido è stato approvato, ma i soldi – sostengono assessore e Municipalità – non sono in cassa, in attesa del decreto ministeriale e la variazione di bilancio da parte del comune di Napoli. Senza soldi, naturalmente, “non si cantano messe”, così come non può essere emanato il bando, per l’affidamento del servizio.

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14 settembre 2017

Le due città, la retorica sulle periferie e il nido del Lotto Zero di Ponticelli

È stato pubblicato questa mattina da Il Mattino un editoriale di Gerardo Ausiello che riassume in maniera efficace quello che sta accadendo in queste ore a Ponticelli, dove un gruppo di mamme sta protestando per la mancata apertura dell’Asilo nido del Lotto Zero, uno dei sette realizzati grazie all’apporto dei fondi governativi PAC. L’articolo individua in maniera efficace le responsabilità politiche dell’amministrazione, le sue inefficienze dal punto di vista di coordinamento e controllo del lavoro delle municipalità (a cui spetta la gestione dei nidi), l’incapacità di attivarsi per superare gli ostacoli burocratici, il totale immobilismo e anzi lo smantellamento definitivo della rete del welfare (minimo) pubblico. In particolare quello che colpisce è l’incapacità di “fare amministrazione” (risolvere i problemi) anche in quelle poche e rare circostanze in cui i soldi ci sono, e non si rende necessario barcamenarsi tra conti in rosso e rubinetti chiusi a livello nazionale ed europeo.

È questa, io credo, la grande sconfitta che ci sta lasciando questa storia. Ed è questa la cosa più difficile da spiegare alle mamme del Lotto Zero, assieme alle quali, anche io da mamma, porto avanti questa battaglia, e che avevano creduto che anche in un quartiere popolare e perennemente sotto i riflettori solo per la cattiva nomea che si trascina dietro, si potesse usufruire di servizi pubblici efficienti, interagire con entità altrimenti sempre troppo lontane (la scuola, la municipalità, il comune), essere insomma trattati da cittadini normali.

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