programma

La politica di progettazione partecipata

  • Carta dei Servizi del Terzo settore
  • Consulta Municipale Scuola, Impresa e Terzo Settore
  • Sportelli di ascolto e sostegno nella risoluzione dei problemi per famiglie, consumatori e imprese

L’efficienza della politica e della macchina istituzionale deve necessariamente passare per la concertazione delle scelte politiche con gli attori reali del sistema.

La collaborazione delle Associazioni, degli Insegnanti, dei Professionisti che gestiscono processi partecipativi e, più in generale, di tutti i cittadini attivi, deve avvenire prima a monte e poi a valle, attivando una sinergia virtuosa tra una lettura concertata dei bisogni dei territori, le progettualità e le proposte che vengono dal terzo settore e dalla società civile con l’esercizio dei poteri di programmazione da parte degli enti locali (comune e municipalità).

Nonostante esistano sulla carta centinaia di organismi di c.d. concertazione, sta di fatto che  le istituzioni cittadine napoletane mai fino ad ora hanno realmente coinvolto i diretti destinatari delle loro politiche nel processo elaborativo e decisionale. In verità, per la maggior parte ne ignorano persino l’esistenza.

In quest’ottica, è fondamentale, tra l’altro, rivitalizzare il sistema di concertazione e di programmazione territoriale previsto dalla legge 328/2000 in materia di interventi di assistenza socio-sanitaria, fino ad ora applicato dall’amministrazione comunale e dalle municipalità solo sul piano formale.

Nei rari casi in cui si è creata questa indispensabile sinergia, anche i problemi più emergenziali e gravi, come quello dei rifiuti trovano una rapida ed irreprensibile soluzione: raccolta differenziata di stoffe, olii esausti, materiali elettronici, elettrodomestici, pneumatici e plastica da parte di cooperative sociali, vendita dei materiali alle imprese (molte anche in Campania, che attualmente coprano altrove questi rifiuti) e riciclo. Queste esperienze, attuate nell’ottica della liberalizzazione della raccolta differenziata porta a porta e  di recupero e reimpiego dei beni di consumo, hanno mostrato che una corretta gestione del ciclo dei rifiuti può migliorare la qualità della vita e allo stesso tempo creare occupazione.

La Politica a sostegno della famiglia, per le pari opportunità e per l’integrazione

  • benefits per i figli, per la famiglia e per il genitore separato con affidamento dei figli, che non percepisce il mantenimento pur avendone diritto
  • protezione dei genitori, con l’attuazione di progetti a sostegno della genitorialità
  • offerta pubblica di asili nido e di educativa territoriale di alta qualità  per la cura dei bambini
  • campagne di sensibilizzazione al rispetto dell’identità di genere e di contrasto all’omofobia
  • sportello immigrati e scuola d’italiano in ogni municipalità

Poiché la società è lo specchio della famiglia, l’unico modo di raggiungere l’equità sociale e contrastare l’aumento vertiginoso del tasso di povertà, è sostenere le famiglie con politiche, improntate alla parità, che mirino alla cura dei figli ed allo sgravio del lavoro familiare per incentivare, specialmente le donne disoccupate, all’inserimento nel mercato del lavoro.

La mancanza di un reddito  personale e familiare adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura,  lo sfruttamento del lavoro nero, la mortificazione dei laureati parcheggiati nel limbo delle università e delle graduatorie scolastiche ha determinato un nuovo tipo di povertà, fino ad oggi sconosciuta: il precariato.

Le donne precarie sono discriminate due volte: in quanto precarie, ed in quanto donne e ciò specialmente per il “costo” della maternità, che è in realtà un diritto sancito dallo statuto dei lavoratori.

Gl’immigrati per la maggior parte clandestini o apolidi, sono esseri invisibili che popolano la città, essi, come i precari e le donne inoccupate del resto, infoltiscono le fila di un esercito di riserva sempre a disposizione dei datori di lavoro; il che determina il costante e progressivo arretramento dei diritti dei lavoratori.

L’orientamento sessuale risulta essere ancora oggi un fattore di discriminazione, sia dal punto di vista normativo che delle azioni di prevenzione e sensibilizzazione tese ad un cambiamento culturale nei confronti dei pregiudizi verso la questione Lgbt (lesbian, gay, bisexual, transexual/transgender). Da questo punto di vista, oltre alle campagne di sensibilizzazione culturale, sull’esempio della municipalità Vomero-Arenella, va istituito il registro delle unioni civili in ogni municipalità, il che, in assenza di una legge nazionale,  ha ovviamente un valore simbolico e politico, ma non è affatto poco.

Anche in quest’ambito, la partecipazione del terzo settore creerebbe nuovi posti di lavoro  per giovani laureati precari, ottimizzando, nello stesso tempo, gli standards qualitativi delle azioni.

La Politica per la promozione della conoscenza, delle arti  e della cultura

  • Creazione di ordinari e stabili luoghi, tramite un utilizzo razionale  ed efficace delle risorse pubbliche, per l’industria culturale, con inevitabile impatto diretto sul turismo
  • Creazione di una commissione comunale per la cultura, composta da soli membri civili e dagli assessori competenti, volta a vagliare i progetti su cui distribuire i fondi, strutturata per la  partecipazione attiva dei soggetti che producono arte e cultura
  • Valorizzazione del nostro patrimonio artistico, culturale e di spettacolo, dando stabilità e prospettive a chi lo compone creando una rete tra teatri, soprintendenze, assessorato parchi e giardini,  e scuole per rendere ordinaria la partecipazione dei ragazzi agli spettacoli cittadini ed al godimento del verde pubblico

E’ il Comune, e con esso le singole municipalità, che dovrebbe rappresentare l’anello di congiunzione della rete tra scuola, università, impresa, mondo delle associazioni, dell’arte e dello spettacolo, privilegiando le relazioni con quelle realtà che si preoccupano di restituire ai giovani luoghi sani di aggregazione, ma più in generale di offrire al maggior numero possibile di napoletani il nostro patrimonio artistico e culturale, e di sostenere la creazione dello spirito e delle opere d’arte che lo arricchiscono.

Sono i Comuni (seguiti dalle regioni e sostenuti dallo Stato e dalla Comunità Europea) in quanto proprietari di alcune strutture culturali come musei, teatri comunali, biblioteche, parchi, spazi abbandonati e beni confiscati alle mafie a dover essere i principali fornitori di fondi per la cultura, elaborando loro proprie politiche sociali e culturali.

Il Comune di Napoli, dovrà diventare protagonista di un’azione culturale locale pubblica efficace, attraverso una radicale presa di distanza dalle regole attuali di finanziamento a pioggia di chiara matrice clientelare, garantendo invece la stabilità degl’investimenti in favore delle iniziative artistiche e culturali durevoli e meritevoli.

Questa città è gremita di arte, cultura e spettacolo, ovvero di una risorsa economica immensa, ma purtroppo le persone che esprimo questi talenti non hanno interlocutori imparziali nelle istituzioni, a meno di voler essere, ciò che per definizione rappresenta l’antitesi dell’artista o dell’intellettuale, dipendenti della politica.

   

One Comment to “programma”

  1. segnalo nella nostra zona, il ciclo virtuoso dei rifiuti attivato dal sindaco di Portici. Della serie “è possibile”. C’è un bel servizio di Riccardo Iacona a Presa Diretta trasmesso su rai tre qualche mese fa, Roberta

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